24 giugno 2010
A PROPOSITO DI …. bilancio
della prima rassegna
di ”teatro della diversità”
“Tutti pazzi per il teatro” è il titolo della prima rassegna di teatro della diversità realizzata in Campania, il cui bilancio è stato fatto nel corso della conferenza stampa promossa dalla nostra Associazione di Familiari e alla quale hanno partecipato utenti, volontari, personale e tutti i dirigenti del Dipartimento di Salute Mentale: dal direttore del DSM Lucio Luciano, a quelli delle unità operative sul territorio Lorenzo Piombo, Tina Russo, Franco Santucci e MaurizioVolpe. Ed è stato quest’ultimo, direttore del Centro di Salute Mentale di Puglianello, l’ideatore della rassegna che ha visto lavorare insieme “matti” e “normaloidi” registrando uno straordinario risultato terapeutico e sociale: è stata seguita, infatti, da quasi 500 persone per ognuno dei 4 spettacoli realizzati nel cuore della città – al teatro Comunale e al Mulino Pacifico – inizialmente attirate dalla curiosità di vedere da vicino il mondo della pazzìa, poi rimaste piacevolmente colpite. Quanto allo spettacolo di Puglianello “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta, i 18 protagonisti – 6 pazienti, 6 operatori e 6 cittadini appassionati di teatro – da novembre hanno accumulato 130 ore di prove divenute un’occasione di incontro e di “cura”: “Perché così hanno fatto gruppo, sono diventati amici, si sono visti anche all’esterno per mangiare una pizza e parlare di teatro e… di vita – ha spiegato Maurizio Volpe – Un’esperienza bellissima, impossibile da realizzare senza l’incredibile disponibilità dei miei operatori – che si sono sobbarcati ogni tipo di disagio sempre con il sorriso sulle labbra e senza mai guardare l’orologio – e senza la disponibilità dell’intera popolazione di Puglianello: dal sindaco che ha offerto l’ospitalità al gruppo triestino dell’Accademia della Follia, ai gestori di Villa Morosini che li hanno accolti con calda familiarità, al falegname o alla sarta che gratuitamente hanno contribuito a realizzare scene e costumi, agli sponsor ( 3 società di assicurazione di Telese: Unipol, Mediolanum e Alliance), ai Lyons, al Rotary, e al paese tutto entrato nello spirito dell’iniziativa trasformandola in meravigliosa esperienza umana. Esperienza che la “Rete sociale” ha avuto il grande merito di divulgare a far conoscere attraverso i media, attirando altri supporti e consensi: del Comune di Benevento, della Provincia, e così via”.

Tutti a cena, la sera prima dell'inaugurazione della rassegna decollata il 3 giugno con lo spettacolo dell'Accademia della Follia di Trieste. Intorno al tavolo, in primo piano il dottore Maurizio Volpe e Claudio Misculin, regista e attore del gruppo triestino.
Un risultato terapeutico straordinario a costo modestissimo – appena 7.500 euro comprensive di tutto – perchè ottenuto partendo “dal basso” : condiviso, cioè, da familiari e utenti. Un test dimostrativo, dunque, di una strada ormai tracciata che utenti, familiari, volontari, personale e dirigenti del Dipartimento di Salute Mentale intervenuti alla conferenza stampa hanno concordato di volere continuare a seguire. Con o senza regolamento: “Noi, infatti, continueremo a fare le nostre scelte il più possibile collegialmente – ha concluso il presidente della “Rete Sociale” Serena Romano – nel rispetto della trasparenza, del controllo e dell’efficacia della spesa come già stiamo facendo da tempo insieme a quei responsabili del Dipartimento di Salute Mentale ai quali ci accomuna un unico intento: il benessere e il recupero del paziente”.
16 giugno 2010
A PROPOSITO DI …
feste ben riuscite:
guardare per credere
C’erano quasi tutti alla 3° edizione della “Festa della Primavera” nel Parco del Grassano a San Salvatore Telesino organizzata dal Centro di Salute Mentale di Puglianello diretto dal dottor Maurizio Volpe: venuti da varie parti del Sannio, ma anche dal Casertano e dall’Avellinese, tutti “matti” e “normaloidi”, medici, infermieri, terapisti, riabilitatori, giovani delle cooperative, volontari e perfino il massimo vertice della Asl: il commissario Tiziana Spinosa. Ma senza “distinguo”, né “gerarchie” : tutti insieme a mangiare, ballare e cantare così allegramente da far rimpiangere a chi non c’era, di non essere venuto…

Uno scorcio del Parco del Grassano dove si è svolta la 3° edizione della "Festa della Primavera" organizzata dal Centro di Salute Mentale di Puglianello

Il palco montato nel Parco dove si alternati tutti i protagonisti - più o meno conosciuti, più o meno bravi - a cominciare da lui, "deus ex machina" della festa: Maurizio Volpe (a destra nella foto)

E ancora sul palco, alcuni "big" della sanità: da sinistra, la responsabile del "118" Maria Calandra, il direttore della Salute Mentale di Morcone e San Bartolomeo in Galdo, Lorenzo Piombo, la commissaria della Asl BN 1 Tiziana Spinosa

Ma nella "festa di Primavera", per il tempo di una canzone, della lettura di una poesia o di un giro di ballo, "big" sono stati tutti : come si vede nelle foto che seguono
A PROPOSITO DI … XIX Strabenevento,
podisti in gara anche per difendere
i diritti dei malati mentali
Si è tenuta presso il Palazzo del Volontariato la conferenza stampa di presentazione della XIX edizione della STRABENEVENTO cui hanno partecipato Paola Orlando, presidente della STRABENEVENTO, Luigi Ionico assessore allo sport del Comune di Benevento, l’atleta Gennaro Varrella e Serena Romano presidente dell’associazione che sostiene i malati psichici “La Rete sociale”. Un incontro che ha anticipato le novità di questa edizione che verranno illustrate in dettaglio nel corso della cerimonia ufficiale di venerdì 30 alle 18,00 nella sala Consiliare del Comune di Benevento alla presenza del Sindaco e delle Autorità.
L’intento della manifestazione organizzata dall’associazione Amatori Podismo Benevento è quello di consentire a ciascuno di provare l’emozione della gara : perciò ce n’è per tutti. Anche per chi soffre o ha sofferto di disagio mentale. Fra le novità di quest’anno, infatti, oltre alla presenza di un testimonial di eccezione come Giacomo Leone, già vincitore della maratona di New York, e oltre alla partecipazione alla gara di atleti di grosso calibro italiani e stranieri, gli organizzatori hanno deciso di utilizzare l’incasso dei biglietti di iscrizione alle gare per sostenere il progetto del Dipartimento di Salute Mentale di avvio al lavoro di un giovane: Giovanni, 31 anni, infatti, è riuscito a superare la malattia mentale, evitando il ricovero in strutture di tipo “manicomiale” e vivendo in una casa-famiglia insieme ad altri 4 disagiati mentali della stessa età, dove ha imparato a diventare autonomo. “Il passo successivo alla riabilitazione, però, è il reinserimento nella società che nel caso di Giovanni diventa impossibile senza soldi, casa e lavoro – ha spiegato Serena Romano – Perchè se nessuno gli offrirà la possibilità di rimettersi in gioco rischia di ricadere in depressione finendo ai margini della società dai quali faticosamente è stato aiutato a venire fuori”.
“Perciò, questa “XIX STRABENEVENTO” ha deciso di destinare gli incassi dei biglietti di partecipazione alla costruzione del suo futuro”, ha annunciato Paola Orlando.
E per raggiungere questo obiettivo è stato importante anche il contributo messo a disposizione dall’assessore Ionico a nome del Comune: “Io sono un medico ed ho cominciato a seguire le problematiche della salute mentale quando a dirigere il settore a Benevento c’era il grande, ma prematuramente scomparso, dottor Renato Russo. Perciò, quando ho saputo che la STRABENEVENTO voleva sostenere un progetto per la salute mentale, ho deciso attraverso il mio assessorato di dare un sostanzioso contributo”.

Giovanni, uno degli ospiti della casa-famiglia di Benevento cui andrà il sostegno della "Strabenevento"
Per dare la possibilità a tutti di partecipare alle gare, infatti, il costo del biglietto – acquistabile nello stand allestito vicino ai giardini della Prefettura o presso i Grandi Magazzini Buonvento – è decisamente basso: 3 euro che danno diritto ad un sacchetto-regalo contenente una maglietta della manifestazione, bottigliette di acqua e di succo di frutta, sorprese degli sponsor, un cappellino per i bambini e per tutti, all’arrivo, un maxi ristoro con pizza, dolce, frutta e altre squisitezze.
Ma il prezzo basso del biglietto è una scelta precisa: “Il podismo viene definito uno sport “povero” perché non consente guadagni miliardari: ma è uno sport ricco di gloria e soddisfazioni – ha spiegato Gennaro Varrella che nonostante le vittorie in gare nazionali, è affezionato soprattutto a quelle ottenute nella STRABENEVENTO: “Perchè per me che sono nato da una famiglia umile a San Lorenzo Maggiore, vincere qui a Benevento, ammirato da quegli stessi che quando ho cominciato a correre mi pigliavano in giro dicendomi che era meglio che andassi a lavorare, è una grande soddisfazione. Vincere delle maratone è stata la mia occasione di riscatto sociale: e penso che questo sport possa essere un’opportunità per tutti, anche per chi ha un disagio pischico”.
Ed ora qualche sintetica notizia sulla manifestazione che verrà presentata insieme agli atleti nella cerimonia ufficiale di venerdì 30 alle 18,00 nella sala Consiliare del Comune di Benevento.
I CIRCUITI
I circuiti come sempre sono 3: un circuito per i piccoli che partiranno alle 11,30 da piazza Castello e dopo avere fatto di corsa quasi 1 km attraverseranno il traguardo per ricevere la medaglia che premierà i loro sforzi: e chi ha visto le altre STRABENEVENTO sa quanto sia coinvolgente la gioia e l’entusiasmo del fiume di ragazzi che nell’ultima edizione si sono iscritti in oltre 500!
Ma anche gli adulti che si avvicinano allo sport podistico – magari solo per passeggiare – potranno il primo maggio valutare se sono in grado di percorrere i 3 km della gara non competitiva riservata a chi ha più di 15 anni e non è iscritto a società sportive. Anche questo circuito parte da piazza Castello alle 11,30: in passato sono stati contati oltre 1000 atleti amatoriali, provenienti da tutta la Campania e da altre regioni per fare da colorita ed entusiastica cornice alla gara dei top.
Gara dei top che prevede una vera e propria gara podistica nazionale – con partenza sempre da piazza Castello ma alle 9,30 – alla quale è prevista quest’anno la partecipazione di atleti di grosso calibro (vedi elenco qui di seguito).
Il testimonial dell’evento, Giacomo Leone, darà lo start alle varie competizioni e accompagnerà il pubblico nel seguire le gare sul megaschermo in piazza Castello dove i più “pigri” si godranno in diretta l’arrivo di atleti e dilettanti: anche se ormai si sa che la maggioranza del pubblico preferisce fare parte delle ali di folla che seguono il passaggio degli atleti lungo il percorso chiuso al traffico, che sfiora la parte nuova della città ( viale Mellusi e Atlantici) e quella che fa parte della sua storia millenaria con l’Arco di Traiano, il Duomo e la Chiesa di Santa Sofia.
GLI ATLETI
Per ora hanno confermato la loro presenza:
Daniele Caimmi ( Fiamme Gialle) 11 presenze in nazionale;
Denis Curzi di Dernbach in Germania) ( G.S Carabinieri Bologna) 7 maglie azzurre;
Giammarco Buttazzo ( C.S.O esercito) 11 presenze in nazionale e medaglia di bronzo in squadra agli europei di cross del 2009;
Giovanni Ruggiero (G.S. Forestale) 3° nel 2001 alla Coppa del mondo di Maratona di Edmonton e nel 2009 ai Campionati Italiani mezza maratona;
Liberato Pellecchia (aeronautica militare) campione italiano maratonina promesse, 4° campionati europei juniores mt 10000, 6° campionati europei promesse mt 10000, 66° campionati del mondo di cross (Ostenda 2001);
Gennaro Varrella, vincitore della Strabenevento nel 2004 e nel 2007, 1° alla gara diwinter trial a Collelongo (AQ) 2010, 2° nel giro a tappe delle Dolomiti nel 2008, vincitore di due maratone Salerno-paestum e Baia Domizia;
Quanto agli atleti stranieri, 4 sono marocchini – Lamaschi (vincitore della scorsa edizione della Strabenevento), Bengadir e Roqti Abderrafii – e 2 del Kenia: Julius Too e Zekiel Kiprotich Meli.
Infine tra le atlete femminili da segnalare oltre alla nostra Deborah Toniolo (Forestale) 5 presenze in nazionale, le 2 marocchine Labani Soumiya, atleta di grande valore che ha partecipato a molti mondiali con la nazionale del Marocco e Miriam Lamaschi.
23 dicembre 2009
A PROPOSITO DI… Berlusconi ferito,
nota il consigliere Luigi De Nigris : “Nessuno
ha pensato al disagio dell’aggressore”
Luigi De Nigris, consigliere comunale dell’Italia dei Valori, con una riflessione – pubblicata su diversi organi di stampa locale – ha “letto” finalmente in maniera non superficiale la vicenda del premier aggredito e la figura del suo aggressore affetto da disagio mentale. Ecco perchè – condividendone l’ impostazione e i contenuti – la riportiamo integralmente sul nostro blog. “A circa una settimana dal ferimento del presidente del Consiglio, cui facciamo gli auguri di una pronta e totale guarigione, esprimiamo alcune considerazioni su quanto accaduto.
La prima (la più scontata). Ogni episodio di violenza fisica, verbale, psicologica deve essere condannato ed avere la stessa risonanza mediatica. Sia che la vittima sia un bianco o un nero, una persona nota o anonima, potente o debole, ricca o povera, regolare o clandestina, libera o detenuta. Ci chiediamo però: quante persone sanno, o ricordano, che lo scorso anno un poliziotto, Daniele Macciantelli, è stato ucciso da un giovane malato di mente mentre cercava di calmarlo nella sua abitazione di Genova ? La vita di questo giovane vale meno del ferimento di un Premier ?
La seconda (la più simbolica). La faccia insanguinata di Berlusconi è stata esposta con insistenza da tutte le televisioni e i giornali del mondo. Fatta vedere e rivedere come le Torri Gemelle dopo l’attentato dell’11 settembre. Una scelta che non ha contribuito a rasserenare il clima di agitazione o di isterica esaltazione ma che, al contrario, come avviene in molti riti religiosi, ne ha aumentato la sua forza simbolica. Il presidente del Consiglio, piuttosto che attenersi ai rigidi protocolli di sicurezza, ha preferito mostrarsi. Forse memore delle parole dell’Apostolo Paolo, che nella lettera ai Romani esorta i ‘fratelli a presentare i corpi in sacrificio vivente’, ha voluto evidenziare al mondo intero che da oggi il suo martirio non è più solo giudiziario ma anche di sangue.
Infine la terza (la più amara). Nessuna solidarietà è stata espressa alla famiglia Tartaglia. Una famiglia che nel momento di maggior bisogno si è sentita sola – e per giunta colpevole agli occhi del mondo – per l’azione messa in atto dal figlio, un sofferente psichico. Un figlio che a quindici anni, prima che la malattia esplodesse verso i diciotto, era un alunno modello. Un adolescente tranquillo, educato, che studiava con ottimi risultati. Mai un gesto violento, una parola fuori posto. Almeno così lo descrive un suo docente, il professore Santi Raimondo. Non un comunista, ma un sostenitore di Berlusconi che quella sera era anche lui al comizio. Dai salotti televisivi e dalle dichiarazioni più o meno autorevoli nessun approfondimento sulla causa dell’insano gesto: il disagio mentale di cui soffre l’aggressore. Nessuno ha ricordato che questa malattia si alimenta e si cronicizza quando l’ambiente sociale alza le barriere dell’isolamento e dell’esclusione e che per questo non riguarda solo l’individuo o la famiglia ma coinvolge l’intera società.
Nell’Unione Europea circa il 29% dei cittadini soffre di problemi psichici, il 14% di depressione, il 16% di ansia. Circa 58 mila cittadini dell’Unione si suicidano ogni anno, più delle morti per incidenti e Aids. Un numero di circa dieci volte superiore tenta il suicidio. Sono dati al ribasso perché solo una persona su quattro si rivolge a uno specialista, solo una su tre riceve un trattamento appropriato, farmacologico o di supporto psicologico. Questa scarna statistica indica quanto il disagio mentale sia diventato una grande emergenza sociale tanto grave quanto più trascurata da istituzioni e media. Poteva essere questa una buona occasione per discuterne. Si è preferita la spettacolarizzazione dell’evento e la strumentalizzazione politica. Accontentiamoci ! Almeno questa volta è andata bene perché non ci è scappato il morto. Solo qualche punto di sutura”.
12 dicembre 2009 .
A PROPOSITO DEL … suicidio di Pierluigi:
potevamo evitarlo ?
.
Pierluigi a 32 anni si è tolto la vita lanciandosi dal balcone della propria abitazione a Benevento. E’ accaduto un paio di giorni fa: riportato sui giornali come un oscuro “dramma della follia”, sembra impossibile aggiungere altro alla notizia. E invece come Associazione di Familiari e Amici dei sofferenti psichici “La rete sociale” riteniamo che – con tutto il rispetto che merita – su casi come questo si debba fare una riflessione.
Innanzitutto desideriamo esprimere il cordoglio alla sua famiglia condividendone il dolore profondo e impotente: un dolore che può capire solo chi lo ha conosciuto frequentando il mondo appartato del disagio mentale.
E desideriamo ricordare che bella persona era Pierluigi attraverso le parole di Angelo Moretti, presidente dell’Associazione “E’ più bello insieme” che proprio con le sue parole ci offre uno spunto di riflessione: “Pierluigi era mio coetaneo: abbiamo fatto lo stesso liceo classico, abitavamo nello stesso rione e avevamo gli stessi amici. Poi lui si è iscritto a Medicina a Roma frequentando l’università con ottimi voti come, del resto, ne aveva ottenuti a scuola. Sapevo che da anni, a causa di vicissitudini personali, aveva dei problemi psichici e che a Benevento aveva partecipato a un gruppo di auto-aiuto del dottor Vergineo. Ma quando l’ho rivisto 8 mesi fa, era irriconoscibile: non c’era più traccia del ragazzo entusiasta e pieno di vita dei tempi del liceo. Al suo posto, c’era solo una persona profondamente provata nel fisico e nella mente. Unico legame con il passato: l’affetto con cui mi ha abbracciato e si è ricordato di me. Perciò oggi, con profondo rammarico, mi chiedo se non avrei dovuto fare di più: magari rendendomi disponibile con lui o con la sua famiglia….”
E questo è l’interrogativo che angoscia anche tutti noi. Perché un suicidio non è un malore improvviso, né un gesto estremo e incomprensibile, ma l’ultimo e il più tragico risultato di una malattia mentale che spesso non ha imboccato la strada della giusta cura. Ma nel chiederci se questa era una morte che si poteva evitare, non è la questione della responsabilità individuale che vogliamo affrontare – cioè, se Pierluigi si curava in una struttura pubblica o privata; se era stato adeguatamente preso in carico; qual era il programma terapeutico cui era sottoposto; qual è l’ultimo farmaco preso prima di levarsi la vita, e così via – quanto il problema della responsabilità sociale di come viene seguito il disagio mentale.
Perchè pur nel massimo rispetto della libertà personale nello scegliere a chi rivolgersi per affrontare una malattia, la collettività dovrebbe comunque chiedersi fino a che punto tali scelte siano libere e consapevoli o siano scelte indirettamente “forzate”: dalla vergogna e dallo stigma con il quale la società guarda al disagio mentale, spingendo spesso i malati a curarsi lontano da dove abitano con tutti i disagi che questo comporta; dall’inadeguatezza delle strutture istituzionali presenti sul territorio che arrancano per seguire i pazienti: Pierluigi abitava a 500 metri dal Centro di Salute Mentale territoriale; dalle profonde lacune sul piano delle informazioni necessarie ad accedere ai servizi sanitari territoriali.
Perciò parlando della morte di Pierluigi, vorremmo tentare anche di darle un senso: questa riflessione, infatti, dovrebbe impegnare noi tutti a evitare altri tragici episodi sollecitando la costruzione di quella “rete sociale” senza la quale è impossibile arginare il problema del disagio mentale.
Qualche proposta concreta? Di recente il Governo ha proposto un registro delle operazioni di chirurgia estetica al seno per evitare che vi ricorrano ragazze al di sotto dei 18 anni: ma non sarebbe più urgente e socialmente utile battersi perché venga realizzata una valida anagrafe dei suicidi per studiarne modalità e motivazioni?
E a proposito di disinformazione: in attesa che la Asl di Benevento realizzi quell’adeguata campagna di informazione che ci aveva promesso, perché sui nuovi elenchi del telefono non sono stati almeno evidenziati in modo corretto i recapiti telefonici del Dipartimento di Salute Mentale che, come da noi denunciato, sono sbagliati?














